Centro di innovazione e trasferimento tecnologico per l'interoperabilitá e le reti di impresa

Un centro di innovazione finanziato nell'ambito del P.R.R.I.I.T.T. promosso dalla legge 7/2002 della Regione Emilia-Romagna.

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Dottorato ICT (UNIMORE)


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Approccio metodologico
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Approccio metodologico

Come cross intende operare per raggiungere gli obiettivi prefissati!

Accesso alle fonti e ai risultati di ricerca tecnologica. Il progetto individua alcuni dei principali gruppi di ricerca in regione e fuori a cui si intende richiedere un contributo fattivo in termini di formazione e collaborazione su temi specifici. Altri potranno aggiungersi nel corso delle attività.

Il centro non intende limitarsi ad accedere ‘una tantum' alle conoscenze della comunità scientifica ma intende attivarne il coinvolgimento, anche direzionale, nell'insieme delle attività. Per questa ragione è previsto il coinvolgimento diretto di due dei gruppi più attivi in questi anni in Regione rispetto alle tecnologie per l'interoperabilità ,in particolare: l'unità ENEA-UDA ed il suo laboratorio XML (iniziativa congiunta di ENEA e Forum per la Tecnologia dell'Informazione) e il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Modena (UNIMO-DII) con il suo DBGROUP.

ENEA-UDA ha operato sui temi dell'integrazione di filiera per le reti di imprese con particolare attenzione alla definizione di framework collaborativi e standard di scambio (partecipando alle attività CEN/ISSS, tra cui la definizione delle specifiche TexSpin per il settore Tessile Abbigliamento europeo). UNIMO-DII ha operato sulle problematiche di integrazione/federazione dei database e sulla messa a punto di strumenti basati su ontologie ed agenti a supporto dell'integrazione tra sistemi e della realizzazione di prototipi di Web Semantico. I risultati di ricerca (metodologie, architetture, dimostratori e prototipi, componenti software, dizionari ed ontologie) sono in parte già disponibili per essere diffusi e divenire oggetto di azioni di implementazione nel sistema produttivo (ad esempio su una particolare filiera produttiva), in parte dovranno subire una fase di adattamento per ambiti diversi da quelli in cui sono nati.

Accesso alle competenze di trasferimento tecnologico. Per quanto riguarda le competenze di trasferimento tecnologico nella compagine del progetto, ENEA-UDA assicura un know-how di primo livello in Europa: ENEA partecipa alla rete europea dei Relay Center, sin dalla sua nascita (Relay Center Irene), ed ha esperienze di tutti gli strumenti di trasferimento tecnologico (progetti dimostrativi e progetti pilota di settore, azioni di Take-Up, incubatori e creazione di impresa, investment fora, borse tecnologiche). Ha al proprio interno laboratori con esperienze molto avanzate di trasferimento tecnologico verso il mondo delle imprese, basate su un approccio che esalta le specificità di settore, ed è collegata tanto alle reti di nazionali, che a quelle europee.
Anche UNIMO-DII può vantare la partecipazione a progetti di trasferimento tecnologico sia nazionali che europei.

Accesso alle competenze e strutture nel campo della formazione.

Perno del sistema di formazione e diffusione delle informazioni sono due strutture di formazione del mondo dell'API, COFIMP e Centro Servizi alle Imprese, che con strutture presenti in ogni provincia della regione assicurano il giusto livello di capillarità dell'azione di trasferimento. Accanto ad esse ENEA porta il suo contributo in termini di strutture per la formazione (aule attrezzate, centri conferenze), esperienze nel campo dell'alta formazione e di strumenti per l'e-learning (piattaforma FAD che ha già a catalogo corsi sia su tecnologie -XML, ad esempio- che su best practice e interventi di filiera -collaborazione inter-enterprise nel tessile abbigliamento, caso studio progetto moda-ML).

Ovviamente i laboratori di UNIMO-DII ed ENEA forniranno personale esperto (con esperienze di formazione già alle spalle) che in parte potrà aggiornare sui temi specifici i formatori degli enti di formazione ed in parte parteciperà direttamente alle iniziative di formazione.

L'approccio alle imprese (illustrato dettagliatamente in 3.1) è innanzitutto legato alla realizzazione di “dimostratori” delle tecnologie connesse con l'interoperabilità (con aziende pilota, sia utenti finali che software house) sia per lo sviluppo che per la sperimentazione di tali dimostratori; oltre ad aziende “pilota” la sperimentazione potrebbe estendersi anche ad altre aziende disponibili e già coinvolte nelle diverse attività di informazione, sensibilizzazione e formazione.

Il problema tecnologico non è, tuttavia, che un aspetto del problema, seppur importante: infatti la realizzazione di reti di imprese richiede l’innovazione dei modelli organizzativi e contrattuali per poter coglierne appieno i vantaggi e guadagnare competitività riducendo i passaggi e rendendo più flessibile l’intero processo.

Il Centro consente di trasferire risultati di ricerca direttamente al sistema delle imprese fornitrici di tecnologia e dei centri di servizio favorendo le condizioni per la loro replicazione e moltiplicazione sul territorio regionale e nazionale assicurando la sostenibilità dei risultati nel lungo periodo.

Inoltre svolge azione di sensibilizzazione e creazione di 'consapevolezza' dei potenziali benefici e degli approcci possibili al problema dell'interoperabilità tra sistemi di imprese, con lo scopo di contribuire a migliorare anche la domanda e l'offerta di tecnologie.

Il gap tecnologico che si registra nelle tre filiere individuate per l’avvio del Centro di Innovazione (tessile, agroalimentare e metalmeccanico) è sostanzialmente diversificato.
Immaginando la catena del valore del trasferimento delle tecnologie dell’interoperabilità possiamo sottolineare il diverso grado di adozione e absorbimento da parte delle imprese delle filiere.
Scopo del Centro per l’Innovazione è quindi di affrontare sistematicamente il tema dell’interoperabilità da molteplici punti di vista, ricercando competenze tecnologiche e scientifiche dell’intera comunità scientifica nazionale tramite accordi di collaborazione ma anche sfruttando in particolar modo il patrimonio di conoscenze di livello internazionale presenti in regione, in particolare tra i proponenti in modo da assicurare l’adozione delle tecnologie per l’interoperabilità nelle diverse filiere di rilievo regionale attraverso:

  • promozione e facilitazione della nascita di soluzioni software fondate su standard settoriali che supportino i più diffusi protocolli di comunicazione (con partecipazione di software house, anche nelle dimostrazioni)
  • facilitazione di iniziative di applicazione degli standard ad un prototipo
  • creazione di una community di esperti e utenti ICT
  • estensione dell’applicazione dei risultati ad altre filiere di rilievo regionale e ambiti applicativi
  • diffusione di informazioni stato dell’arte su standard, strategie e tendenze di mercato, best practice
  • attivazione di sportelli sul territorio per gestire il rapporto diretto con le imprese


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Contenuto realizzato nel corso delle attività del centro CROSS (www.cross-lab.it)

 


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Ultima Modifica: 12/12/2015

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